alberto-spampinatoPubblichiamo la dichiarazione che “Ossigeno per l’Informazione” di Roma ha fatto insieme a SEEMO di Vienna, in occasione della X Conferenza annuale della South East European Media Organization che si è svolto a Belgrado, e che si sposa perfettamente all’attività portata avanti dal primo Forum delle Giornaliste del Mediterraneo.

Anche lontano dalle zone di guerra e dalle aree di conflitto, in molti paesi, ci sono numerosi e gravi attacchi a giornalisti e ad altri operatori dei media, compiuti allo scopo di impedire la raccolta e la circolazione di notizie di pubblico interesse e di ostacolare la manifestazione di opinioni legittime. Come ha documentato l’UNESCO, la maggior parte di questi attacchi rimane impunita e questa impunità incoraggia altre violenze e ha un effetto raggelante sulla libertà di informazione. Anno dopo anno, le minacce, le ritorsioni, gli abusi sono diventati sempre più numerosi e si sono diffusi anche nei paesi europei più liberi, come dimostra il caso italiano, ampiamente documentato. Questi atti di violenza, questi abusi, se non saranno contrastati, faranno fare un passo indietro alla nostra civiltà, imporranno, come in parte già avviene, una nuova forme di censura. Questo fenomeno, che indebolisce la democrazia e riduce la partecipazione dei cittadini, è in gran parte fuori dal campo di osservazione e di intervento delle istituzioni. Ciò è inaccettabile. I Governi hanno il dovere di intervenire con misure attive, concrete, urgenti. Le ONG “Ossigeno per l’Informazione” e “South East European Media Organisation” (SEEMO), insieme, invitano le autorità nazionali a creare in ogni paese adeguati strumenti di monitoraggio concepiti come agenzie pubbliche indipendenti, autonome dal potere, in grado di operare in collegamento con le ONG, con il compito di osservare e documentare gli attacchi alla libertà di informazione e di intervenire prontamente per proteggere ed assistere le vittime di questi attacchi, in modo che prevalga il pieno rispetto del diritto di espressione, di parola e di stampa e di rendere noto tempestivamente ciò che accade e di permettere così di individuare, a ragion veduta, i rimedi opportuni. Ossigeno per l’Informazione e South East European Media Organisation giudicano allarmante costatare che finora nessun passo concreto sia stato fatto in questa direzione, nonostante le più alte organizzazioni internazionali abbiano chiesto ai Governi di farlo da tempo. Ossigeno per l’Informazione e SEEMO ricordano che la creazione di questi centri di osservazione e di pronto intervento è stata sollecitata ultimamente il 13 aprile 2016 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, con un documento di Raccomandazioni indirizzato ai Governi dei 47 paesi membri. Ossigeno e SEEMO ricordano inoltre che analoghe sollecitazioni sono state rivolte, da ultimo, il 19 settembre 2016, dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU ai Governi nazionali con la Risoluzione A/HRC/27/L.7 sulla sicurezza dei giornalisti, approvata a Ginevra con il sostegno di oltre 90 Stati, e ricordano che l’ONU ha approvato altre Risoluzioni simili negli ultimi quattro anni. Non basta lanciare allarmi e sottoscrivere documenti di condanna degli attacchi ai giornalisti. Occorre agire per proteggere il diritto di informare e di ricevere informazioni. E’ necessario rendere i cittadini e le autorità consapevoli della situazione. E’ necessario farlo parlando il linguaggio dei fatti, cioè tenendo sotto osservazione ciò che accade, come fa in Italia la ONG Ossigeno, con un progetto pilota che ha anticipato la creazione di queste agenzie pubbliche. Questo progetto, in dieci anni, ha reso pubblici i nomi di oltre tremila giornalisti colpiti da questi attacchi e da gravi abusi di leggi e procedure.

Colgo l’occasione per augurarvi buon lavoro per la vostra iniziativa di Bari e Lecce. Con i miei più cordiali saluti!

Alberto Spampinato – Direttore di Ossigeno per l’Informazione