Iniziate all’alba, le operazioni di polizia sarebbero ancora in corso sull’isola: dieci, finora, gli arrestati per l’omicidio della giornalista maltese

muscatArrestati in dieci, finora, perché sospettati di essere gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo. Dopo quasi due mesi dall’assassinio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista e attivista che indagava sui rapporti tra politica, finanza e mala sull’isola, Joseph Muscat, primo ministro di Malta, ha annunciato l’arresto, inizialmente, di otto persone, tutte di nazionalità maltese, tutte sospettate di aver contribuito a trasformare l’automobile di Daphne nella bomba che, il 16 ottobre scorso, ne ha causato la morte.

Intorno alle 11 del mattino, dopo la conferenza stampa tenuta da Muscat, sul profilo Twitter ufficiale del governo maltese è comparso un secondo annuncio: altri due arresti sono stati eseguiti dalla polizia, che continua a presidiare il territorio e a cercare altri responsabili.

Tutti maltesi, alcuni con precedenti penali: lo scarno profilo dei dieci arrestati diramato finora dalle autorità

Le operazioni congiunte di polizia e forze armate, come riportano i media locali, hanno riguardato principalmente la città di Marsa, nel Sud dell’isola, ma sono anche estese ad altre zone.

Non è ancora chiaro, tuttavia, se tra i dieci arrestati, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine, ci siano anche le menti dell’attentato. Il fermo scadrà tra 48 ore: agli investigatori il compito di interrogarli e decidere se convalidare o meno l’arresto.

// LE REAZIONI La notizia degli arresti ha fatto in pochi minuti il giro del mondo, ma c’è chi aspetta prima di lanciarsi in dichiarazioni trionfali. Caroline Muscat (una delle ideatrici di TheShiftNews, il portale nato per dare seguito alle inchieste di Daphne), replica così a chi, su Facebook, fa notare il ritardo della testata nel riportare la notizia degli arresti: “Noi non ripetiamo a pappagallo ciò che dice il governo. (…) Osserviamo, e parleremo dopo”.

Proprio poche ore fa, ancora attraverso il social network, Matthew Caruana Galizia, figlio di Daphne e anche lui giornalista, aveva rivolto un appello ai connazionali: “La giustizia – ha scritto – è un vostro diritto, non un favore che qualche ministro vigliacco può decidere di dispensare o negare. Se non la ricevete, non chiedetela per favore. Ribellatevi allo Stato. Spezzate la vostra dipendenza dai politici. Voi non avete bisogno di loro. Sono loro ad avere bisogno di voi.”