Al Forum 2017 la giornalista, ex corrispondente dall’Egitto, ha ricostruito il caso del giovane ricercatore ucciso al Caito: una vicenda che, dopo due anni, è ancora piena di punti interrogativi

Tra i temi affrontati al Forum delle Giornaliste del Mediterraneo 2017, l’impegno per la ricerca della verità: verità per Daphne Caruana Galizia, alla quale è stata dedicata questa seconda edizione, e per chiunque si batta per la difesa di valori come la legalità e la pace.

Tra loro Giulio Regeni, non un giornalista ma un ricercatore, rapito al Cairo la sera del 25 gennaio 2016 e ritrovato cadavere, nove giorni dopo, all’estrema periferia della città egiziana: torturato dai suoi aguzzini, Giulio era quasi irriconoscibile.

“Nessuno avrebbe mai pensato che un Italiano facesse la fine degli attivisti egiziani”: al Forum 2017 il caso Regeni è stato affrontato da  Laura Cappon, giornalista Rai che per quattro anni ha lavorato come corrispondente dal Cairo, raccontando l’Egitto post rivoluzione. Ha collaborato e continua a collaborare con testate italiane (Il Fatto Quotidiano, Panorama e altre) e internazionali come Al Jazeera English. Per Rai 3 ha lavorato nella redazione di Islam, Italia, il programma condotto da Gad Lerner.

Impegnata incessantemente nel chiedere giustizia per il giovane ricercatore, ha contribuito alla realizzazione dello Speciale TG1 “Giulio Regeni, il corpo del reato”.

Qui un estratto del suo intervento al Forum 2017: