FOCUS SU EGITTO E ASSASSINIO DI GIULIO REGENI

LECCE | 23 Novembre 2017 |

Comune di Lecce | Open Space | piazza Sant’Oronzo |

Il 3 febbraio del 2016 il corpo di Giulio Regeni, ricercatore di Fiumicello, viene ritrovato con evidenti segni di tortura nella periferia del Cairo. Una morte atroce non nuova ai numerosi prigionieri politici egiziani ma drammaticamente unica per un cittadino straniero.

Il caso ha riacceso i riflettori sul paese che dopo il colpo di stato del 2013 vive una repressione contro i diritti umani senza precedenti. I media italiani avevano quasi dimenticato l’Egitto dopo le turbolenze seguite alla rivoluzione di Piazza Tahrir e ai 12 mesi di presidenza dei Fratelli Musulmani. L’opinione pubblica sembrava quasi tranquillizzata dal ritorno di un governo “laico” e vicino all’esercito in grado di garantire i cospicui interscambi commerciali e una politica nel Mediterraneo consona agli interessi europei.

Così la faticosa ricerca della verità per Giulio ha rivelato anche le ombre di una politica estera italiana alleata dell’Egitto che al momento ha accettato la scarsa collaborazione del governo del Cairo alle indagini e ha rinviato l’ambasciatore – dopo più di un anno di assenza – rinunciando all’unico provvedimento preso dopo la morte del ricercatore di Fiumicello.

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