Maria Grazia Mazzola

BIO

Laureata in scienze politiche, a metà degli anni ottanta collabora con il quotidiano L’Ora di Palermo e con la Rai presso la struttura programmi della sede regionale siciliana. Nel 1987 pubblica per la ERI “Al di là della droga” in collaborazione col Comune di Palermo, tratto dall’omonimo programma radiofonico. Dal 1989 al 1993 collabora con la redazione di Michele Santoro, prima per Samarcanda e poi la trasmissione Il rosso e il nero, firmando inchieste di punta con esclusive sulle stragi di mafia, ‘ndrangheta e camorra. Inviata per Samarcanda il 23 maggio 1992 a Capaci per la strage di Cosa nostra in cui furono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, intervista in ospedale i tre agenti sopravvissuti. Realizza anche servizi su tangentopoli ed è inviata in ex Jugoslavia.

Nel 1992 è coautrice del documentario Sud di Michele Santoro per Raitre, venduto all’emittente francese TF1.

Citata da Antonino Caponnetto, capo del pool di Palermo, nel suo libro “I miei giorni a Palermo”, (Garzanti 1992) per la sua pubblicazione sulle donne di Cosa nostra sul Venerdì di Repubblica.

Assunta in Rai nel 1993, presso sede regionale della Lombardia, si occupa di tangentopoli e di mafia al nord. L’anno successivo diventa cronista di cronaca nera e giudiziaria per il Tg1 e in tale veste segue il processo Andreotti, le indagini su Silvio Berlusconi e le inchieste del pool di Mani pulite.

Dal 1994 diventa una delle croniste di punta del Tg1 per la cronaca nera e giudiziaria, con la direzione di Demetrio Volcic. Si occupa del processo Andreotti, delle prime sentenze dei processi Berlusconi, delle inchieste del pool di Milano sulla corruzione di giudici e avvocati romani, del Consiglio superiore della magistratura e del sindacato delle toghe.

Nell’aprile 1996 firma gli unici filmati esistenti all’interno dei reparti carcerari del 41bis, dove sono ristretti gli autori della stragi dei giudici Falcone e Borsellino, grazie a un’autorizzazione speciale concessa dall’allora ministro della giustizia Vincenzo Caianiello.

Nel 1997 è promossa inviato speciale al Tg1 dal direttore Marcello Sorgi. È autrice di numerose esclusive: un’intervista al boss della mala del Brenta, Felice Maniero, un reportage all’interno del quartier generale della Unidad de Drogas y Crimen Organizado, la polizia giudiziaria spagnola, intervista alla madre dei ragazzi-killer del cavalcavia di Tortona in Piemonte, sul sequestro Soffiantini, intervista all’imprenditrice sequestrata e poi liberata Alessandra Sgarella, alla donne di mafia, ai killer di cosa nostra.

Ha seguito il conflitto militare in Kosovo dalla base Nato di Aviano prima e successivamente il conflitto militare in Libia dalla base militare di Birgi, firmando l’esclusiva per il Tg1, del rifornimento in volo dei tornado italiani e a bordo degli Awacs, il sistema radar aviotrasportato utilizzato per la sorveglianza aerea.

Negli anni duemila affianca il ruolo di inviato speciale alle collaborazioni con alcune trasmissioni di approfondimento giornalistico della Rai. In particolare, nel 2003-2004 collabora con Giovanni Floris per Ballarò con un reportage sulle stragi di Al-qaeda in Turchia, Spagna e Bosnia, con un’intervista esclusiva a un addestratore di terroristi. Nel 2004-2005 realizza due puntate per Report intitolate “‘La mafia che non spara” e “Mafia, clientela e corruzione: chi paga il prezzo”. La prima delle due inchieste provoca la reazione di alcuni esponenti politici del Governo Berlusconi e di Salvatore Cuffaro, ai tempi Presidente della Regione Siciliana, che chiedono alla Rai la messa in onda di una puntata “riparatrice” su Raidue.

Enzo Biagi, nel suo ultimo libro, “Quello che non si poteva dire”, cita l’inchiesta “La mafia che non spara”, come esempio di coraggiosa informazione durante il cosiddetto “editto bulgaro”. Il reportage fu ripreso dalle maggiori testate giornalistiche europee, e il canale tedesco Ard in particolare dedicò un intero servizio di approfondimento.

Nel 2006-2008 torna a collaborare con Santoro e la trasmissione Annozero con servizi su mafia e politica e un reportage sull’evasione fiscale delle imprese italiane nella Repubblica di San Marino. Con una telecamera nascosta filma il sermone antioccidentale dell’imam Koheila presso la moschea salafita di Porta Palazzo, a Torino.

Nell’alluvione di Messina del 2009, con 37 morti, ha documentato per prima i soccorsi.

Nel 2010 per il Tg1, intervista l’eroe della resistenza Agostino Di Pasquale, età 100 anni, e riceve una lettera di apprezzamento da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

SERVIZI, INCHIESTE, RICONOSCIMENTI

29 ottobre 2010, inchiesta per Tv7 sui frontalieri italiani in svizzera;

29 settembre 2011, inviata per il Tg1 delle 20.00 tra i feriti di Misurata, in Libia;

20 maggio 2012, Speciale Tg1 “Capaci la strage dal basso”

15 luglio 2012, speciale Tg1 sul ventennale della strage di via D’Amelio, “L’uomo che sapeva di dover morire”

19 maggio 2013, Speciale Tg1, “Fgli della ricerca”, 60’ girati in un reparto di eccellenza dell’Ematologia italiana, presso l’ospedale San Camillo: le nuove terapie di cura delle neoplasie del sangue, con le storie degli ammalati-adulti e bambini-, le cellule staminali, robot e separatori cellulari di ultima generazione.

6 ottobre 2013, speciale Tg1, “Fratelli d’Italia’ , un’ora sull’ integrazione dei richiedenti asilo e dei migranti in italia.

23 maggio 2014, “Francesca e Giovanni”, servizio per Tv7 sulla strage di Capaci

12 ottobre 2014, speciale Tg1 “Torno alla terra”

7 novembre 2014, in esclusiva a Tv7 e al Tg1 delle 20.00, le immagini del boss Maurizio Zuccaro, del clan Santapaola, si procura perdita di sangue in ospedale al fine di contribuire ad ottenere gli arresti domiciliari.

23 marzo 2015, menzione speciale per i programmi tv del premio “Immagini amiche” 2015, col servizio sulle partigiane andato in onda a Tv7 il 25 aprile 2014.

5 ottobre 2015, speciale Tg1 “Famiglie”

7 novembre 2015, scoop per Tv7 “Caccia all’evasore”: diamanti, oro e sterline per evadere la voluntary disclosure e le tasse in italia. Con telecamera nascosta, un gioielliere – ambasciatore in Svizzera dello Stato di San Marino- racconta come si fa ad aggirare la finanza italiana, provocando una crisi di Stato.

20 maggio 2016, Tv7: intervista esclusiva al procuratore di Napoli Giovanni Colangelo, dopo la notizia di un progetto di attentato ai suoi danni da parte della camorra.

23 ottobre 2016, speciale Tg1 “Cose nostre”: un viaggio-inchiesta sui giovani e le quattro mafie, cosa nostra, camorra, ndrangheta e sacra corona unita. Con intervista esclusiva a Rosa Filardo, la cugina di primo grado del boss latitante Matteo Messina Denaro. Anticipazione dell’esclusiva su -Repubblica del 23 ottobre.

16 gennaio 2017, chiamata dalla presidenza della Camera a moderare la commemorazione del novantesimo dalla nascita di Pio La Torre, il suo impegno per la libertà, il progresso e la pace, alla presenza del Capo dello Stato, con gli interventi della presidente Laura Boldrini, del presidente del Senato Pietro Grasso e della presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia Rosy Bindi.

9 luglio 2017, speciale Tg1 “Febbre d’azzardo”

29 ottobre 2017, speciale Tg1 “La mafia nel piatto”, con un documento–denuncia esclusivo sui nuovi schiavi a Roma nell’agroalimentare.

8 dicembre 2017, in esclusiva per Tv7, l’intervista ad Alfonso Gallico, figlio di Rocco e nipote di Domenico, temuti capi delle ‘ndrangheta di Palmi al 41 bis. Per la prima volta in tv, parla il ragazzo che avrebbe dovuto ereditare lo scettro di capo clan, dopo la condanna per associazione mafiosa e duplice estorsione a soli 16 anni. Alfonso gallico racconta come in carcere abbia deciso di aderire al programma dello Stato “liberi di scegliere”, rompendo le catene del clan.

9 febbraio 2018, Subisce un’aggressione mafiosa con un pugno, a Bari da parte di una condannata per associazione mafiosa, mentre realizza interviste per speciale Tg1 “Giovani e mafie”.

6 aprile 2018, Enna, premio giornalistico “Iride” della Fidapa con le seguenti motivazioni: “Libera, coraggiosa e determinata, ha fatto delle sue inchieste strumento per combattere mafia e malaffare. Indipendente, ma fedele ai principi fondanti della nostra Costituzione, esplora senza remore o condizionamenti lati oscuri e perniciosi della nostra società. Sensibile all’impotenza di coloro a cui “è stata chiusa la bocca”, offre ad essi la sua voce forte, irruenta e decisa. Lotta per un giornalismo etico che racconti la realtà senza manipolazione di sorta”.

24 aprile 2018, in esclusiva per il Tg1 le telecamere entrano nel programma dello Stato “Liberi di scegliere”: una mamma condannata per associazione mafiosa, ha raccontato come ha rinnegato la ndrangheta ed è fuggita dal marito mafioso al 41 bis con i suoi due bambini per insegnare loro la legalità. L’intervista anche ai volontari impegnati nel programma con l’associazione Libera e le famiglie affidatarie.

27 maggio 2018, speciale Tg1 “Ragazzi dentro”, un’inchiesta di un’ora e dieci minuti sulla violenza dei giovanissimi, sul disagio degli adolescenti, baby gang, branco e baby boss con le associazioni di volontariato, le comunità di accoglienza, le famiglie, la scuola, i volontari e il programma ‘Liberi di scegliere”.