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Cresce la paura per Ceyda Karan, dopo l’arresto lo scorso 31 ottobre del suo direttore Murat Sabuncu e di altri 12 colleghi del quotidiano laico progressista “Cumhuriyet” (in turco “Repubblica”).

La giornalista è attesa in Italia il prossimo 23/24 novembre in occasione del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, ma la raffica di arresti da parte della polizia turca rende la sua posizione molto critica.
Pesa infatti su Karan la condanna a due anni di reclusione in primo grado dello scorso aprile per “offesa ai valori religiosi” e “istigazione all’odio” per aver pubblicato su Cumhuriyet le vignette di Charlie Hebdo a seguito dell’attacco alla rivista satirica francese. Dopo la sentenza del tribunale di Istanbul, la giornalista non ha perso la sua combattività e su Twitter ha scritto che la sua condanna “è un regalo ai nostri fascisti liberali”; chiaro riferimento a Erdogan. Pronta anche la reazione del sindacato dei giornalisti italiani http://www.articolo21.org/2016/04/due-anni-di-carcere-a-ceyda-karan-lorusso-lattacco-ai-giornalisti-turchi-e-unemergenza-da-affrontare/.
Intanto il presidente turco stringe ulteriormente il cappio della repressione facendo arrestare nello spettacolare bliz di due giorni fa i colleghi di Ceyda Karan e mettendo il bavaglio al più antico e autorevole giornale d’opposizione in Turchia. Il governo islamista mostra così al mondo il suo volto feroce.
Aspettiamo con ansia la collega Ceyda Karan a Bari e a Lecce per ascoltare dalla sua voce il racconto sull’involuzione democratica della repubblica turca.