“Che ‘genere’ di notizia. Che ‘genere’ di guerra? La voce delle donne dai luoghi caldi dei conflitti sociali, politici, religiosi, ambientali” è il tema scelto per inaugurare questo spazio di riflessione e di valorizzazione dei talenti delle donne giornaliste.
Il 23 Novembre a Bari ed il 24 a Lecce interverranno Lucia Goracci, Emanuela Bonchino, Francesca Gernini, Yasmine Taksin, Ceyda Karan, Nurcan Baysal, Giuliana Sgrena, Carmela Giglio, Asmae Dachan, Sandra Amurri, Leila Ben Salah. 
Professione difficile, quella dell’inviato di guerra, ma ancor di più se si è donne. Non solo per le difficoltà informare a rischio della propria incolumità, ma anche e soprattutto per la continua lotta agli stereotipi e alle quotidiane difficoltà del farsi spazio all’interno delle redazioni.
Le giornaliste italiane e straniere racconteranno la loro “guerra” personale per affermare il diritto a raccontare intervistate da diverse colleghe pugliesi in 8 panel di discussione.
Altro importante argomento di discussione sarà la cosiddetta “guerra d’informazione”: quando non c’è certezza sulle notizie che arrivano, solo il lavoro sul campo può fare chiarezza sugli eventi. L’inviato, ha l’arduo compito di filtrare e verificare queste informazioni conservando il suo lato umano, senza ricorrere alla retorica ed alla spettacolarizzazione del dolore.
La due giorni si concluderà con la proposta di un protocollo d’Intesa tra Giulia giornaliste, Ordine dei giornalisti, Assostampa, Consigliera di parità della Regione Puglia, Corecom, Regione Puglia e testate regionali pugliesi, per l’utilizzo del linguaggio di genere nei giornali, nelle tv, nelle radio, nei documenti della Pubblica amministrazione.