Il giornalista ucciso. Su Tv7 (Tg1) le foto scattate prima che fosse ucciso insieme alla fidanzata. E un nuovo testimone accusa il faccendiere Kocner

Di Maria Grazia Mazzola (Il Fatto Quotidiano, 3 febbraio 2019)

 

SLOVACCHIA – Sono le foto inedite, agli atti dell’indagine, che provano lo spionaggio e il pedinamento del giornalista investigativo slovacco Jan Kuciak poco prima che fosse ucciso con la sua fidanzata Martina Kusnirova il 21 febbraio 2018. Foto servite ai killer. Foto scattate con il teleobiettivo ovunque Jan si spostasse, alla fermata dell’autobus o davanti al cancello di casa.

 

Queste foto, frutto della mia inchiesta per Tv7 in Slovacchia, dimostrano che l’omicidio Kuciak è stato deciso ai più alti livelli. Perché altrimenti spiare e pedinare un ragazzo di 28 anni, un giornalista investigativo della redazione Aktuality di Bratislava che aveva studiato grazie ai sacrifici della sua famiglia?

 

IL DELITTO Kuciak, che indagava su frodi fiscali, viene ucciso con la sua fidanzata il 21 febbraio 2018 a Velka Maka

 

Il sospettato, Marian Kocner. In carcere per frode fiscale, ha interessi a Malta e legami con la donna del commando

Jan, Martina e le loro famiglie rappresentano la Slovacchia degli onesti che credono nella legalità in un mare di corruzione, oligarchie e clan. Contro la corruzione dei colletti bianchi erano puntati i fari investigativi di Jan. Il ruolo di Marian Kocner, un imprenditore faccendiere in carcere per frodi fiscali, è centrale. Un affarista che gonfia l’IVA negli investimenti e truffa lo Stato. Un ricattatore, uno che dà ordini all’ex Procuratore generale Trnka di Bratislava – ci sono le registrazioni – e ha rapporti con ministri ed esponenti di primo piano delle forze dell’ordine. E si serve di tutti. Ricatta, minaccia. Come aveva provato a fare con Jan Kuciak in una telefonata che ho ricostruito dove il faccendiere mette sotto pressione Jan incalzandolo sul perché ficcasse il naso sui suoi affari. Soldi, business, affari internazionali. Kocner in quella telefonata si complimenta con Kuciak per la sua capacità di indagine e gli dice: “Ora basta”. Tenta il ricatto dicendo che avrebbe rivolto la sua attenzione alla tua famiglia: “Tutti hanno un cadavere in cantina”, affermava, e lui avrebbe scoperto il suo. Un’inchiesta giornalistica può mandare al macero miliardi di euro di soldi sporchi. Ecco il perché di quelle foto.

 

I SICARI Quattro persone sono in carcere per omicidio. Tra i primi sospettati Antonino Vadalà, ritenuto vicino alla ‘ndrangheta

 

Jan Kuciak aveva denunciato le minacce di Kocner alla Procura generale di Bratislava. Nessuno ha indagato finché Jan non è stato assassinato con Martina dentro casa il 21 febbraio 2018. Kocner, potente uomo d’affari, dall’autunno 2017 era inserito nella cosiddetta “lista dei mafiosi” della polizia slovacca. Come mai le sue minacce non sono state prese sul serio?

 

Le proteste degli Slovacchi dopo l’omicidio di Jan e Martina

Dopo l’uccisione dei due ragazzi la Slovacchia è scesa in piazza per chiedere verità e giustizia. Dalla morte di Jan e Martina niente è più come prima: dimissioni del premier Fico e del ministro dell’Interno, scoperta della corruzione politica, delle frodi sui finanziamenti dell’Unione Europea, da cui erano esclusi i contadini dell’est della Slovacchia, i piccoli proprietari picchiati ed estromessi dai boss dei colossi finanziari per appropriarsi delle loro terre. L’ex numero due del partito di governo (Smer) Lubica Roskova è indagata per queste frodi. Jan ripeteva alla madre preoccupata: “Sto  facendo il mio lavoro per il mio Paese”. C’è ora un testimone segreto che sta collaborando alle indagini sui due omicidi in Slovacchia. Uno dei killer accusa dell’omicidio Marian Kocner,  al quale proprio in questi giorni sono state ristrette le misure di sicurezza in carcere: stava per fare uscire ordini all’esterno.  I rapporti tra Kocner e una dei componenti del gruppo di fuoco, la escort Zsuszova, sono provati. Jan indagava anche sui Vadalà legati alla ‘ndrangheta che hanno terre e aziende in Slovacchia, al confine con l’Ucraina.

 

Antonino Vadalà, in un primo momento sospettato per i due omicidi Kuciak-Kusnirova e poi scagionato, è stato in seguito arrestato su ordine della Procura di Venezia per traffico internazionale di droga col Sudamerica. Ma c’è chi giura che siano implicati anche personaggi di primo piano slovacchi. Mentre la Dda di Reggio Calabria indaga sui Vadalà da tempo e ci saranno sorprese. Dove puntano? Droga e poi cos’altro?

 

Una delle foto scattate a Jan Kuciak prima di ucciderlo il 21 febbraio scorso

Gli omicidi in Slovacchia e quello di Daphne Caruana Galizia a Malta, avvenuto quattro mesi prima di quello di Kuciak, hanno analogie. Spiati, pedinati e fotografati entrambi.  Entrambi avevano indagato sui Panama Papers, entrambi indagavano sul flusso di denaro illecito che passa per società e colletti bianchi in odor di mafia. Come mai Kocner aveva immobili e yacht a Malta e un ex genero banchiere ed avvocato maltese? Da una banca di Malta sono transitati milioni di euro diretti nel suo conto in Slovacchia alcuni anni fa. È un caso? Come si fa a trovare il bandolo della matassa internazionale se non c’è in Europa un sistema giudiziario comune? Senza il 416 bis le mafie in Europa non possono essere perseguite come in Italia. E le mafie dei colletti bianchi prosperano.

 

L’inchiesta di Maria Grazia Mazzola per Tv7

 

Il giorno dopo la messa in onda del servizio di Mazzola, che prova i pedinamenti a cui è stato sottoposto Kuciak prima di essere ucciso, la notizia è stata ripresa sulle prime pagine di tutti i principali giornali della Slovacchia

Pozrite si celú reportáž talianskej novinárky o vyšetrovaní vraždy Jána Kuciaka
Talianska televízia zverejnila exkluzívne zábery zo sledovania Kuciaka
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Talianska televízia zverejnila zábery zo sledovania Jána Kuciaka