Il report del relatore speciale Pieter Omtzigt è nell’ordine del giorno di domani dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, per analisi ed approvazione

Fonte: The Shift News; traduzione di Francesca Rizzo 

 

Il venir meno dello stato di diritto a Malta, notato dal relatore speciale Pieter Omtzigt, ha sollevato serie preoccupazioni per l’intera Europa: lo ha dichiarato a The Shift News l’ex eurodeputata socialista Ana Gomes, in vista dell’adozione finale del report da parte dell’Assemblea parlamentare, prevista per mercoledì.

Gomes, che ha guidato la delegazione transpartitica dell’Europarlamento incaricata di indagare sulla situazione maltese, riferisce che il report di Omtzigt ha confermato “quello che il Parlamento europeo aveva già constatato, ossia che lo stato di diritto a Malta è in serio pericolo, perché il sistema assegna tutto il potere nelle mani del primo ministro”.

 

Pieter Omtzigt

Il report di Omtzigt è stato adottato dal Comitato per gli affari legali e i diritti umani all’interno del Consiglio d’Europa il 29 maggio. Analisi ed approvazione da parte dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) sono previste per mercoledì 26 giugno.

Il report, dal titolo “L’assassinio di Daphne Caruana Galizia e lo stato di diritto a Malta e oltre: assicurare che emerga l’intera verità”, rileva “carenze sistemiche” nello stato di diritto e nei controlli e contrappesi democratici nel Paese.

Afferma che il governo maltese, il sistema di giustizia penale e gli organismi preposti all’applicazione della legge non rispettano le norme europee.

Tra i punti deboli significativi, la mancanza di indipendenza della polizia e di altre autorità, e l’eccessivo potere nelle mani del primo ministro. Quel che è peggio, questa concentrazione di potere è stata sistematicamente abusata e rafforzata.

 

Lo stato attuale delle indagini sull’omicidio di Daphne viene descritto come affetto da una “predominante cultura dell’impunità”. Il report raccomanda il lancio di un’indagine pubblica indipendente entro tre mesi – una richiesta avanzata dalla famiglia in linea con l’articolo 2 della  Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il governo ha smentito la necessità di un’inchiesta pubblica indipendente mentre erano ancora in corso le indagini. Eppure, l’appello è sostenuto anche dal Parlamento europeo e supportato da numerose organizzazioni internazionali per la libertà di stampa e i diritti umani, che si riuniranno anche a Strasburgo per supportare l’adozione del report.

Omtzigt elenca dieci punti molto preoccupanti riguardo le indagini sulla morte della giornalista, incluso il fatto che “nessuno è stato arrestato per aver ordinato l’omicidio e che un’inchiesta magistrale è ancora in corso, ma non si hanno notizie sui suoi progressi”.

 

Gomes concorda con le conclusioni del report, definendo “scandalosa” la situazione in corso.

“Quest’inchiesta per omicidio è fermamente controllata dal primo ministro Joseph Muscat… Lui può controllare qualunque indagine, compresa quella per l’assassinio di Daphne Caruana Galizia, afferma Gomes. “E sta accadendo proprio questo – aggiunge –, stanno impedendo che le indagini vadano avanti, e questa è davvero una situazione scandalosa”

 

I dieci punti preoccupanti elencati nel report di Omtzigt comprendono la necessità di ricusare una serie di magistrati e di agenti di polizia per conflitto d’interesse, l’allontanamento di un magistrato inquirente, la possibilità che i servizi di sicurezza abbiano ricevuto in anticipo informazioni sulla pianificazione dell’omicidio, l’incapacità da parte della polizia di interrogare il ministro dell’Economia Chris Cardona, così cime l’incapacità di ottenere dalle autorità tedesche alcuni elementi probatori.

Preoccupanti sono anche le fuorvianti dichiarazioni di alcune persone vicine al primo ministro, e le accuse secondo cui un poliziotto ha avvisato i tre sospettati prima che fossero arrestati per aver piazzato la bomba che ha ucciso la giornalista. È stato registrato anche un reclamo dell’ex direttore di Europol, sir Rob Wainwright.

 

Wainwright aveva presentato al Parlamento europeo una segnalazione per iscritto ad aprile 2018, su “una mancanza di cooperazione delle autorità maltesi nel caso di omicidio Caruana Galizia”. Il capo della polizia si era affrettato a rilasciare una dichiarazione in cui affermava che la lettera non era in realtà riferita all’operato delle forze di polizia maltesi.

Gomes afferma che il contenuto della lettera che ha ricevuto era chiaro: “C’erano dei limiti nelle indagini di Europol sull’uccisione di Caruana Galizia, e c’erano evidenti aree delle indagini che Europol, mi hanno riferito, avrebbe voluto approfondire, ma non ha ricevuto l’autorizzazione delle autorità maltesi”.

The Shift News ha contattato Wainwright per un commento, ma lui, non facendo più parte di Europol ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

 

Gomes ha continuato ad affermare che non c’è stato un serio tentativo del governo di far luce su chi ha ordinato l’omicidio di Caruana Galizia.

“È ovvio che non stanno cercando di trovare chi ha ucciso Caruana Galizia… al contrario, stanno cercando di offuscare tutto ciò che riguarda l’omicidio, al punto da negare ancora oggi che sia stato un omicidio”, sostiene Gomes, riferendosi al capo della comunicazione del governo, Kurt Farrugia, che ha obiettato sull’uso di quel termine in un’intervista.

Farrugia ha detto che la parola “omicidio” era politicamente tendenziosa. Ma il relatore speciale ha dissentito, dichiarando a The Shift News: “Non conosco nessuno che abbia una spiegazione alternativa all’omicidio per questo caso. Le bombe non vengono piazzate per errore nelle auto parcheggiate in casa delle persone. Non sono incidenti. Non è stato un incidente; è stata un’auto-bomba”

 

Ora gli occhi sono puntati sulla sessione plenaria in programma per mercoledì, quando si prenderà in considerazione l’adozione del report. Il governo maltese ha messo su una forte difesa contro questo documento, nell’udienza preliminare che si è tenuta in commissione il mese scorso: ha presentato più di 40 emendamenti, tutti respinti.

 

Omtzigt ha detto a The Shift News di essere “ancora speranzoso” che il governo avrebbe corretto il suo approccio frammentario all’adozione delle raccomandazioni del Consiglio d’Europa ed usato le competenze disponibili messe a disposizione dagli organismi internazionali.

“Né io, né il Comitato per gli affari legali (del Consiglio d’Europa) siamo nemici di Malta. Al contrario, crediamo che lo stato di diritto sia un bene universale, sia per le autorità che per i cittadini”, ha dichiarato Omtzigt.

 

Mercoledì 26 giugno, a Strasburgo, si terrà una tavola rotonda organizzata da Reporter Senza Frontiere. Parteciperanno Rebecca Vincent, direttrice dell’Ufficio di Reporter Senza Frontiere per il Regno Unito, Matthew Caruana Galizia, direttore della Daphne Caruana Galizia Foundation, e Caroline Muscat, fondatrice di The Shift News. Il dibattito sarà moderato da Lord Foulkes.

The Shift News riferirà anche sull’esito della sessione plenaria di Stasburgo, con interviste ai principali decisori e portatori d’interessi.