La giornalista turco curda è stata già arrestata due volte. Ora è a Londra. Al suo ritorno a dicembre a rischio la sua libertà

Ancora intimidazioni a Nurcan Baysal, la giornalista curda, che rivolge un appello alla comunità internazionale, chiedendo aiuto e supporto.

Ieri mattina, alle verso 30-40 ufficali armati della milizia di Erdogan hanno fatto irruzione nella sua casa a Diyarbakir, per arrestarla.

Nurcan in questo momento si trova a Londra, invitata da Pen International e rimarrà nella capitale fino a dicembre, per poter scrivere liberamente per Ahvalnews.com, giornale indipendente non-governativo che ha come motto “Nient’altro che la verità”.

Nurcal nella notte ha scritto una nota, inviandola anche alle colleghe del Forum of Mediterranean Women Journalists, con cui è in rete tutto l’anno: “Ho paura che a dicembre, quando tornerò, mi arresteranno di nuovo. I miei due figli sono terrorizzati. Hanno detto che mi stavano cercando per un’indagine sui miei post, pubblicati sui social media, in cui criticavo l’offensiva militare turca nel nord della Siria. Coloro che chiedono pace e diritti umani sono messi a tacere e brutalmente oppressi in Turchia. Io sono solo una di loro. Migliaia di altri attivisti sono attualmente in prigione. Abbiamo bisogno della vostra voce e della vostra solidarietà!”

Nurcan, che da anni scrive delle persecuzioni e della pulizia etnica della popolazione yazida da parte di Erdogan, in passato è stata già arrestata due volte: la prima volta è stata condannata per aver criticato le operazioni militari ordinate dal governo nella città curda di Cizre: secondo l’accusa, avrebbe “umiliato le forze di sicurezza turche”. La condanna a dieci mesi di reclusione era stata poi sospesa;

la seconda volta, accusata di terrorismo, per aver criticato con cinque tweet pacifisti l’operazione militare “ramoscello d’ulivo” ad Afrin. Accusa da cui è stata poi assolta.

Così ha scritto Nurcan in un corsivo esclusivo per il Forum:

Sono cresciuta con la guerra nella città di Diyarbakır. Non so davvero come possa essere una vita normale. Ho trascorso gli ultimi vent’anni a battermi per la pace, la democrazia, la giustizia e la libertà. Ho fondato enti, organizzazioni della società civile per una soluzione pacifica della questione curda. Persino nei giorni più bui del 2015, durante il bombardamento nel cuore del distretto di Sur, nella provincia di Diyarbakır, ho lavorato per aprire un dialogo tra il governo e il movimento curdo.

Ho organizzato numerosi incontri nel mio ufficio, riunendo membri del partito di maggioranza, del movimento curdo ed intellettuali, per cercare di fermare le morti nella regione. Come attivista per la pace e per i diritti umani, durante la mia vita ho avuto a che fare con la migrazione forzata, la sorveglianza dei villaggi, le vittime delle mine, la povertà, le donne rapite dallo Stato islamico, il disarmo, i cadaveri abbandonati per le strade, denunciando i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità.

Dopo tre giorni nel Dipartimento anti terrorismo, sono stata rilasciata su cauzione, ma ho ricevuto anche un divieto di espatrio.

Esprimiamo solidarietà a Nurcan Baysal e ai suoi bambini e ci uniamo all’appello della collega perché le organizzazioni internazionali cooperarino per restituire libertà alle migliaia di attivisti, giornalisti, accademici ristretti nelle carceri in Turchia.

L’APPELLO DI NURCAN:

Dear my friends,

Unfornutely yesterday morning at 5 a.m 30-40 armed police officers raided my house and asked for me.  I am currently abroad, therefore not detained, but my 2 kids terrified. They said that they were looking for me over an investigation into my social media posts criticising Turkey’s military offensive in northern Syria.

I am in London now, probably I will be detained when I return my home at December.

Those who demand peace and human rights are silenced and brutally oppressed in Turkey. I am just one of them, thousands of others are currently in prison. We need your urgent voice and solidarity!

Thank you!

Nurcan Baysal

 

**My piece about my detantion is here:

 

Being Kurdish, a human rights activist, a journalist and a woman:
I have a debt to Uncle Adnan’s children and all other Kurdish orphans | | Ahval
Writer in residence Nurcan Baysal’s home in Turkey raided – English PENTurkish police raids activist and journalist Nurcan Baysal’s home in Diyarbakır | | Ahval

 

Articoli correlati:

Il prezzo di dire “no” alla guerra in Turchia
Arrestata in Turchia Nurcan Baysa
Nurcan Baysal: il prezzo di essere curda e fare la giornalista in Turchia
Nurcan Baysal: “Accusata di incitamento all’odio, un insulto”
Lettera aperta al Washington Post