Il futuro delle donne e dell’informazione in Africa

29 novembre (dalle 15:00 alle 18:00)

L’Etiopia ha eletto la sua prima presidente, l’unica donna capo di Stato in tutta l’Africa: la diplomatica Sahlework Zewde. La sua comunicazione è diretta, parla molto alle donne e delle donne: «Dobbiamo costruire una società che rifiuta l’oppressione nei confronti delle donne», ha detto Sahlework, dopo essere stata eletta all’unanimità in una sessione congiunta delle due Camere del Parlamento. «Se qualcuno pensa che parlo molto delle donne, aspetti di sentire tutto quello che ho da dire», ha detto la nuova presidente, «Quando non c’è pace nel paese, le madri si sentono frustrate, quindi dobbiamo lavorare per la pace per il bene delle nostre madri».
L’informazione, i media digitali, sono un efficace strumento per combattere le mutilazioni genitali femminili. Anche se illegale nell’UE, e alcuni stati membri perseguono chi mutila le bambine, anche quando le mutilazioni vengono eseguite fuori dal paese, si stima che circa 600mila donne che vivono in Europa siano state vittime di questa pratica, e che altre 180mila siano a rischio in 13 paesi europei. Un gruppo di cinque studentesse keniane (“The Restorers”) che ha sviluppato un’applicazione (App) per aiutare le vittime e le potenziali vittime della mutilazione genitale femminile, è arrivato nella rosa dei finalisti per il Premio Sacharovdel Parlamento europeo per la libertà di pensiero.
La loro candidatura segna un passo importante nella lotta alle mutilazioni genitali femminili, e incoraggia i più giovani a svolgere un ruolo attivo nella propria comunità.


DEONTOLOGIA: LA CARTA DI ROMA

SPEAKERS